15/12/2017 Cerca nel sito:

Esperienze di viaggio

Lo abbiamo sentito nominare tante volte, ma in fondo siamo sempre stati un po' scettici... ma adesso è successo proprio a noi: il mal d'africa è nato dentro di noi; si è sviluppato in silenzio, mentre camminavamo tra le dune o viaggiavamo per le piste infinite del deserto del Kalahari. E adesso siamo qui a raccontarci come è accaduto... 
Esperienze di viaggio
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Esperienze di viaggio - SELF DRIVE NAMIBIA GIUGNO 2017 - Family Experience

Ciao a tutti, premetto che raramente vinco la pigrizia per recensire i miei viaggi, ma in questo caso mi sento il dovere di farlo per condividere la professionalità e soprattutto la passione con la quale Luca ci ha “condotto” in Namibia:
Due famiglie con figli di 11-14 anni, prima esperienza in Africa a 53 anni (io), prima volta di un 4x4 ….in pratica quindi tanti dubbi (tanto che già nel 2013 gli avevo fatto perdere tanto tempo, per cui …mi sono sentito in dovere di tornare da lui…). Di fatto ci siamo sentiti liberi nel self drive, ma “guidati” in ogni passo, grazie alle tante “dritte” che valgono ben più delle semplici prenotazioni che si possono fare anche da soli via web. Consiglio più importante che abbiamo avuto: prenotare per tempo dentro l’Etosha all’ okakuejo (la pozza di notte non ha eguali…), e la visita ai Bushmen decisamente “vera”. Provo a trovare un difetto per essere realistico…..forse i 300 km per andare al sito archeologico di Twyfelfontein ….(ma è una questione di gusti…, e poi speravamo di incontrare gli elefanti del deserto….). Grazie, da chi non aveva mai utilizzato “agenzie viaggi” in 35 anni…

Giovanni Romiti (ITALIA)

Esperienze di viaggio - NAMIBIA 2015 -Laura Experience

E pensare che fino all’ultimo sembrava dovessimo annullare tutto. Sembrava che ogni cosa congiurasse contro quel viaggio tanto sognato quanto programmato nei particolari. Ci avevamo messo due anni per trovare i giorni, convincere Gian Luca a seguirci l’organizzazione, stanziare i fondi, pensare al come e soprattutto al perché volevamo fare proprio quel viaggio. Eravamo ormai a tanto così dal giorno della partenza e avevamo tutto, davvero tutto, l’Universo contro. Paolo, mestamente, continuava a suggerire di un possibile rimborso se avessimo disdettato i voli e io mandavo giù enormi groppi alla gola, perché non potevo credere che stava capitando proprio a noi. Poi la svolta. A 48 ore dalla partenza, un colpo di reni, una musica differente, un sapore di cose nuove e mai viste, un’immagine di forme e colori forti. E soprattutto la convinzione che qualche cosa ci stesse chiamando proprio là. Siamo partiti, con il cuore in gola, con la frenesia dei bambini che si preparano a entrare al luna park, con la certezza che quella fosse la nostra avventura, l’avventura più bella: io e lui, per 21 giorni, fuori dal mondo, senza telefoni e orologi. Abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo presi per mano: prepararsi al decollo, signori si va.

E così, quindici ore dopo sbarcavamo a Windhoek, l’Isola che non c’è.
Sotto ad un sole brillante e caldo, un cielo terso e profondo e una sfilza di denti bianchi, dentro a sorrisi aperti, ad illuminare volti curiosi, nascosti dietro al cartello con su dipinti i nostri nomi.
Di quei luoghi sono stati scritti fiumi di parole, sono state pubblicate immagini incredibili, sono stati creati itinerari sempre più avventurosi. E non c’è davvero nulla da aggiungere che possa fare la differenza.
Tranne una cosa.
Nel momento in cui decidi di fare quel viaggio, allora il viaggio e la propria vita personale diventeranno una cosa sola, una cosa ‘altra’, si intrecceranno e si annoderanno fino ad essere l’uno strumento per migliorare l’altro. La potenza della natura e la sua struggente bellezza, l’armonia e l’equilibrio in ogni cosa, il silenzio che ti accompagna dall’alba al tramonto serviranno a definire e indirizzare, a modellare e dichiarare il vero senso e significato della propria esistenza. Senso che, presto o tardi, ognuno di noi inevitabilmente si mette a cercare.

Io, sempre dedita all’efficienza, alla chiarezza d’ intenti e alla velocità, costantemente alla ricerca del controllo dentro e fuori di me, mi sono ritrovata davanti ad un Universo che non solo funzionava in un equilibrio e in un’armonia perfetta, ma che non aveva bisogno di me o del mio intervento. Nulla serviva, se non a se stesso e al sistema intero. Tutto viveva e pulsava nel presente, nel qui e ora, aprendosi e svelandosi con una forza dirompente.
Assenza di tempo misurato, assenza di velocità. Perché in natura tutto ha un suo tempo e una sua velocità. Sempre quelli. Tu puoi pregare e disperarti o bestemmiare e rivoltarti, blandire il destino o fare il ruffiano. Sono sempre quelli i minuti che servono per portare il sole dalla prima aurora alla fulgidità nel cielo, sempre quelli i mesi di gestazione di un cucciolo di leone.

Per la prima volta inchiodata a soggiacere a tempi non miei. Per la prima volta sollevata dalla responsabilità di accorciarli. Per la prima volta condannata a rallentare la velocità. Per la prima volta consapevole che la velocità, sottoprodotto della competizione, ti rende più facile la vita, come al ghepardo o allo struzzo, ma ti presenta sempre il conto. Un conto salato.

Tempo e velocità, che alla pozza di Goas, nel tardo pomeriggio, ci stanno come due ospiti banditi da ogni lista d’ invitati. E allora, ferma e immobile dentro alla jeep, con gli occhi rivolti alla maestosa fissità dello specchio d’acqua e all’elegante profilo del piccolo orice, la mente ormai svuotata da frenesie e bisogni e urgenze, si riempie di tutti quei colori e odori e forme. E del silenzio pneumatico.
Abbiamo lasciato l’Africa con la convinzione che il Paradiso Terrestre sia esistito davvero. C’era tutto. Avevamo tutto. Armonia. Equilibrio. Bellezza. Abbondanza. Amore. Impossibile credere che così tanta potenza e perfezione sia stata creata da un Big Bang del caso. C’era tutto. Avevamo tutto.
Poi, la voglia di qualche cosa di diverso, convinti che avrebbe fatto la differenza e portato la novità nel fluire senza tempo e velocità del Paradiso, ci ha fatto mettere alla porta e precipitare in un quotidiano denso di inquietudine, di insoddisfazione, di vita a mille e per questo superficiale.

Poveri uomini, poveri noi.
Se non impareremo a limitare l’uso delle tecnologie per ascoltare di più le sensazioni del nostro corpo, le sue emozioni e i suoi sentimenti, se non impareremo a considerare gli eventi negativi come qualcosa di durata limitata e non saremo più positivi, coltivando buoni pensieri e riconoscendoci il merito per ogni piccolo traguardo raggiunto, accettando per questo una porzione di disagio, allora avremo perso anche l’ultima occasione per diventare migliori e più vicini e simili a tutta quella bellezza.

La nostra vocazione evolutiva non va nella direzione del pessimismo cronico o dello sprofondarsi nel divano o nell’adorazione dei social, ma nella caccia persistente a capo chino e determinata. A ognuno la sua meta o preda metaforica.

Laura Cazzola (ITALIA)

Esperienze di viaggio - KAUDOM & CAPRIVI 2014 -Donatella Experience

Il viaggio spedizione nel Kaprivi ha superato di gran lunga ogni mia aspettativa. Prima di partire avevo in mente le scene dei documentari e dei film, solo una volta sul posto mi sono resa conto che oltre alle immagini, c’è tutto un universo di sensazioni ed emozioni sconosciute e irripetibili, difficili da esprimere e risulta complesso spiegare cosa si è provato in quei momenti. Da quando son tornata non faccio altro che ripensare continuamente all’esperienza vissuta, in una realtà lontana dalla vita quotidiana, come in un sogno, e ogni volta provo una nostalgia tremenda… sarà questo forse il mal d’Africa? L’Africa per me non ha rappresentato solo una sfida, mi ha ri-insegnato, a ridere, ad aprire il mio cuore, a lottare e a credere che i sogni siano realizzabili anche se non sono perfetti. Mi manca la semplicità delle chiacchiere alla sera davanti al fuoco e all'immancabile bicchiere di vino. Complimenti a Luca, guida eccezzionale per la sua capacità comunicativa e organizzativa che ha saputo mettere assieme un gruppo con un'intesa perfetta. Arrivederci alla prossima spedizione....

Donatella Chiavaraini (ITALIA)

Esperienze di viaggio - KAUDOM & CAPRIVI 2014 - Elisa Experience

Sono 15 giorni almeno che rifletto su come poter esprimere le emozioni vissute in quei 15 giorni namibiani..e ancora non riesco a trovare parole tanto grandi e profonde per esprimere ciò che questo viaggio ha lasciato in me..forse solo vivendolo si può capire..raccontare è forse svilire dei momenti indimenticabili che si possono interpretare solo con il cuore e non con il cervello...

Elisa Perissinotto (ITALIA)

Esperienze di viaggio - Paola e Roberto Experience - 2

CAPRIVI- Eccoci tornati dalla nostra seconda esperienza in Namibia, perché stare in Namibia è una vera esperienza e non un semplice viaggio, e’ un susseguirsi di incontri, visioni, suoni, odori che ti lasciano incisioni profonde nell’anima. Quest’anno, dopo il meraviglioso tour dello scorso anno (Namib, la costa, Etosha, i Bushmen etc), siamo stati nel nord, lungo i i fiumi, Okawango, Zambesi e Kwando. Qui abbiamo incontrato un’ Africa più “vera”, con paesaggi e persone differenti rispetto a quanto avevamo conosciuto. La gente, dignitosa e gentile, i bambini che andavano a scuola al mattino indossando con orgoglio le loro “divise”, piccoli villaggi disseminati lungo la Caprivi Highway, cittadine piene di vita e confusione ordinata, chiese e scuole pulite e luminose, i Mafwe del Living Museum accoglienti e felici di poter mostrare le loro tradizioni e cultura a persone venute da chissà dove, quante immagini rimaste nel cuore! E naturalmente la bellezza dei fiumi, i tramonti e le albe, gli animali (ma quanti elefanti tutti insieme all’abbeverata sul Kwando River avremo visto?? 130, 150?). E per finire, grazie a Luca e Claudia che ci hanno accompagnati, abbiamo visitato la zona di Katatura a Windhoek, “ghetto” (?) o enclave delle tante e diversificate etnie Namibiane, che qui hanno costruito, o meglio, sono stati costretti a costruire una città nella città, certamente piena di contrasti tra zone fortemente degradate e poverissime e zone più vivibili, ma piene di un’animazione e una voglia di vivere che ti senti addosso dovunque. Il mercato, le vie dei bar, uno di fianco all’altro, dovunque piccole attività micro imprenditoriali. A Katatura abbiamo conosciuto Elisabeth, che, anche e molto grazie all’aiuto di Scintille (chiedete a Luca per saperne di più o andate sul sito http://www.scintille.org/) gestisce una scuola/asilo per i bambini del quartiere, che tra mille difficoltà, passo passo sta tentando di darsi una struttura il più funzionale possibile, sempre tenuto conto del contesto. Che sorrisi, che sguardi caldi e seri, che calore in quei bimbi. Bene, temo proprio che questa non sarà certo la nostra ultima Namibia! Ancora una volta uno scontato ma caloroso apprezzamento per Luca, che ha confermato la sua serietà professionale, con i suoi saggi consigli, la precisione e puntualità nell’organizzazione e, ormai, la sua amicizia.

Esperienze di viaggio - Stefania e Paolo Experience

Un viaggio “fatto apposta per noi”, tagliato su misura non solo sulle nostre capacità fuoristradistiche (fino a quel momento nulle), ma soprattutto sulla nostra curiosità di andare oltre l’incontro con gli animali, i paesaggi d’intensità struggente, e gli incredibili cieli stellati che solo l’Africa può regalare. La parte più bella? Esser stati i “pionieri” di un piccolo villaggio Owambo: i primi due ospiti bianchi di una homestead del luogo. Vivere con loro, passare il tempo a condividere la loro organizzazione di vita, apprezzare tutto ciò che sta tra l’alba e il tramonto, e rendersi conto che poco più di una giornata è solo un brevissimo assaggio. La loro sensazione di vivere un privilegio, la nostra certezza di vivere un privilegio, irripetibile. Un’esperienza purtroppo troppo breve, che ci ha lasciato con tante domande aperte. Domande che ci siamo posti quando eravamo con loro, e che non abbiamo fatto per timore di essere troppo invadenti, domande che sono affiorate dopo averli lasciati, e che continuano a scaturire a distanza di giorni, domande che speriamo di poter fare a loro direttamente, ovviamente tornando quanto prima. Ma se essere gli apripista comporta questi svantaggi.. allora ben vengano! Altrettanto emotivamente ricca è stata l’esperienza con i Bushmen. Pur essendo per loro una consuetudine già collaudata avere ospiti-visitatori, ci siamo sentiti accolti con calore vero, non confezionato con un rinfresco di vino e patatine al tramonto, ma con la bellezza di essere gli unici ospiti del loro camping, terra rossa sotto al grande albero. Calore vero per l’orgoglio di avere persone che vengono da lontano per osservare le loro tradizioni, ricchezza che tentano di preservare con forza e determinazione encomiabile, non apparenza per il vantaggio economico da noi apportato. Lo scorso anno erano 4 di loro ad essere in Europa per vedere come noi viviamo, averli incontrati ospiti di Luca a Pesaro e ritrovati stavolta a casa loro ci ha dato la sensazione di ritrovarsi tra amici, con un’esperienza condivisa da rivivere insieme. Vale per me questa considerazione: prima di partire ero convinto di vivere nella metà fortunata del mondo, ora credo di vivere in una metà semplicemente diversa. Un grazie a Luca per l’organizzazione impeccabile, per i regolari “come va?” nel corso del viaggio, per l’aiuto nell’unico momento di difficoltà, e per i preziosi consigli di comportamento sia sulla strada che con le persone. Ovviamente senza di lui questo viaggio non sarebbe stato lo stesso. Ovviamente è con lui che vorremo fare la prossima spedizione, esperienza unica d’Africa. Paolo e Stefania

Stefania Rabitti e Paolo Baldazzi (ITALIA)

Esperienze di viaggio - Paola e Roberto Experience

La nostra prima esperienza in Namibia, finalmente dopo tanti anni di attesa!! E’ difficile tentare di descrivere le emozioni e le gioie provate man mano che il cammino dei nostri quindici giorni procedeva. Solo chi c’è stato può capire che viaggiando per questo meraviglioso Paese (e noi abbiamo fatto solo la parte centro-meridionale!) si vive un’esperienza intima profonda, fatta di forti sensazioni e di momenti di commozione, che ti arrivano sia dalla bellezza della natura, che dalla conoscenza, anche se superficiale, dei suoi abitanti. Il periodo scelto per il viaggio a cavallo di fine maggio inizio giugno, è stato per noi ottimale: spessissimo eravamo assolutamente noi due soli a godere di quel che ci circondava. Il viaggio che Luca ci ha organizzato, oltre a non aver avuto nessuna pecca nella logistica, ha ottimamente calibrato tempi e luoghi, dandoci la possibilità di assaporare con grandissima gioia questa nostra prima esperienza. Un grazie quindi ed un arrivederci alla prossima

Paola e Roberto (ITALIA)

Esperienze di viaggio - Gabi's Group Experience

Dear Luca,
I am one of Gabi’s friends who had the big chance to accompany her on this wonderful trip to the South of Namibia that you and Werner had organized especially for her and us. As you know, Gabi had previously participated in tours guided by Werner (three times , to be exact), and she always came back fully enthusiastic. So, when I decided to join her this time, my expectations were very high, and I can only assure you that they were surpassed in every respect. Werner was an excellent companion, guide, driver, knowledgeable entertainer, detected animals we would never have seen without him and, last but not least, we enjoyed his sense of humour, his calmness and … his grilled lamb chops. Each of the lodges or farm houses you chose had its own charm, and it would be hard to tell which one I liked most, the farmhouse at Canyon Mountain Camp with its inner court full of flowers, or the somewhat primitive Mesosaurus Fossil Camp, or the Little Sossus Lodge. I think it was a big advantage that we were only a group of six and could stay in smaller places, sometimes dining with the owners.

The beauty of Namibia’s South itself was overwhelming, the ever changing landscape and colours, the geological highlights, the endless plains, deep canyons, the wonderful starry sky and and a stillness never experienced before. I just do hope that I will always be able to recall all these unique impressions.

Luca, I wish you and Werner continued success with your Bush Culture Experience and the Living Museum.

Thanks again to both of you and - maybe – au revoir in Namibia.


Brigitte (GERMANY)

Esperienze di viaggio - To Werner

Thanks for everything.

I never forget this extraordinary experience.

Goodbye, see you soon.

Loretta from Italy

Esperienze di viaggio - Travel Experience

To Luca & Werner, thank you so much for organising our trip of a life time. We were lucky enough to spend 3 weeks with Werner travelling over 3,000 miles through the beautiful & varied landscape of Namibia. From the desert to the sea, from the salt pan to the mountains, every landscape was different. The highlight has to have been spending time with the local people by visiting the Living Museums of the Mafwe and Ju/'Hoansi-San. Our favourite holiday by far with our new friends in Namibia - thank again & we hope to see you soon!
 
Chris, Clare & Kyle (UK)

Esperienze di viaggio - Il viaggio di nozze in Namibia

Inizialmente avevamo programmato la Namibia per curiosità, improvvisamente è diventata il nostro viaggio di nozze, Bushculture l'ha trasformata in un'indimenticabile esperienza, magica come le favole dei bambini... ed ora rimane tanta tanta voglia di tornare.

William e Debora (San Marino)

Esperienze di viaggio - Namibia 2007

Ciao ragazzi ! Eccoci di nuovo a casa dopo il fantastico viaggio in Namibia! Abbiamo visto dei paesaggi fantastici e passato serate memorabili davanti al fuoco del campo! Grazie della esperienza che ci avete regalato e arrivederci a quest'altr'anno !!!... A proposito, cosa ci riservate per le prossime vacanze ?

Gianluigi & Marina (Forlì)

Esperienze di viaggio - Stregata dalla duna

La prima volta che sono andata in Namibia era il Natale del 2001. Avevo già viaggiato molto in tante parti del mondo: Europa, Stati Uniti e Oriente. Ho sempre amato viaggiare, conoscere altri mondi e altra gente, confrontarmi con raltà diverse. Quando sono arrivata in Namibia, ho subito percepito che questa volta era diverso... che oltre alla vacanza c'era qualcosa in più. La pace e la serenità mi contagiava, dai sorrisi della gente al rosso struggente dei tramonti. Quando sono ripartita sentivo dentro di me un sentimento strano, una sorta di malinconia come chi lascia la casa materna. Da quella volta sono tornata in Namibia tante volte, ma ogni volta sento ancora quella voce, quel richiamo dentro di me.

Federica (Bologna)

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